Il Nuovo Codice Della Strada spiegato semplicemente.

Il Nuovo Codice Della Strada spiegato semplicemente.

25 Novembre 2024 0 Di gnius

Il nuovo Codice della Strada introduce diverse modifiche importanti, con l’obiettivo di aumentare la sicurezza sulle strade italiane. Ecco un riassunto delle principali novità.

Alcol e droghe:

  • Tolleranza zero per i neopatentati: Chi ha preso la patente da meno di 3 anni non può bere alcol prima di guidare.
  • Multe più salate e sospensione della patente per chi guida con un tasso alcolemico superiore al limite: le sanzioni aumentano in base al tasso alcolemico rilevato.
  • Revoca della patente per 3 anni per chi guida sotto l’effetto di droghe: basta risultare positivi al test, anche senza sintomi di alterazione. Questa norma è stata criticata perché potrebbe colpire anche chi usa la cannabis a scopo terapeutico.
  • Obbligo di installare l’alcolock (dispositivo che impedisce l’avvio dell’auto se si è bevuto) per chi ha già commesso reati per guida in stato di ebbrezza.

Uso del cellulare alla guida:

  • Multe più care e sospensione della patente anche alla prima infrazione: le sanzioni variano in base ai punti sulla patente e alla gravità dell’infrazione.
  • Sospensione raddoppiata se l’uso del cellulare causa un incidente.

Eccesso di velocità:

  • Multe più salate per chi supera il limite di velocità: le sanzioni sono più elevate se l’infrazione si ripete più volte nello stesso anno.
  • Si paga una sola multa se si superano più autovelox nello stesso tratto di strada entro un’ora.

Monopattini:

  • Obbligo di casco, targa e assicurazione per tutti. Questa norma ha sollevato proteste da parte degli operatori del settore che la ritengono di difficile applicazione.
  • Divieto di circolare contromano e sui marciapiedi: i monopattini possono circolare solo su strade urbane con limite di velocità inferiore a 50 km/h.
  • I monopattini a noleggio devono avere un sistema di blocco che si attiva fuori dalle aree consentite.

Ciclisti:

  • Gli automobilisti devono mantenere una distanza di 1,5 metri quando sorpassano una bicicletta.
  • Introduzione delle “case avanzate” ai semafori, spazi dedicati ai ciclisti che permettono loro di posizionarsi davanti alle auto in attesa del verde.

Neopatentati:

  • Per 3 anni non potranno guidare auto potenti.

Autovelox:

  • Regole più rigide per la loro installazione: devono essere posizionati solo su strade con un alto tasso di incidentalità e devono essere preceduti da un’adeguata segnaletica.

Altre norme:

  • Divieto di sorpasso dei veicoli della Polizia in determinate situazioni.
  • Multe più care per chi attraversa i passaggi a livello quando non è consentito.
  • Vietato trasportare passeggeri se si ha il foglio rosa per la patente di moto.
  • Pene severe per chi abbandona animali in strada.

Il nuovo Codice della Strada introduce quindi diverse misure per migliorare la sicurezza stradale, con un focus particolare sulla prevenzione dei comportamenti a rischio come la guida sotto l’effetto di alcol o droghe e l’uso del cellulare alla guida. Alcune norme, come quelle sui monopattini, hanno suscitato perplessità per la loro fattibilità.

Indice

Novità sul Codice della Strada: Alcol e Droghe

Il nuovo Codice della Strada introduce norme più severe per la guida sotto l’effetto di alcol e droghe, con l’obiettivo di contrastare i comportamenti a rischio e aumentare la sicurezza stradale. Vediamo nel dettaglio le modifiche e le polemiche che hanno generato.

Guida in stato di ebbrezza:

  • Tolleranza zero per i neopatentati: per i primi 3 anni dal conseguimento della patente B, il tasso alcolemico deve essere pari a zero. Questa norma è volta a tutelare i conducenti più inesperti, che presentano un rischio maggiore di incidenti.
  • Aumento delle sanzioni per tutti gli altri: le multe e la durata della sospensione della patente variano a seconda del tasso alcolemico rilevato. In generale, le sanzioni sono state inasprite rispetto al precedente Codice della Strada.
  • Obbligo di installazione dell’alcolock: per i recidivi, ossia coloro che sono stati condannati per guida in stato di ebbrezza, diventa obbligatorio installare sull’auto l’alcolock, un dispositivo che impedisce l’avvio del veicolo in caso di ebbrezza. Questa misura punta a impedire che chi ha già dimostrato di non sapersi controllare si metta alla guida in stato di ebbrezza.

Guida sotto l’effetto di stupefacenti:

  • Abolizione del requisito dello stato di alterazione: la novità più controversa riguarda la guida sotto l’effetto di droghe. Con il nuovo Codice, basta risultare positivi ai test per la sospensione della patente, anche se non si manifestano sintomi di alterazione psicofisica. Questa norma ha generato forti polemiche, soprattutto per le possibili ripercussioni sui pazienti che utilizzano la cannabis a scopo terapeutico.

Polemiche sulla guida sotto effetto di stupefacenti:

  • Dubbi di costituzionalità: associazioni come Meglio Legale contestano la norma, sostenendo che trasformi indebitamente un illecito amministrativo (il consumo personale di cannabis) in un reato, senza che si manifesti un’effettiva alterazione psicofisica alla guida, requisito necessario per configurare un reato.
  • Rischio per i pazienti che usano cannabis terapeutica: la norma preoccupa chi fa uso di cannabis a scopo medico, in quanto i test per rilevare il THC (il principio attivo della marijuana) possono dare esito positivo anche a distanza di giorni dall’ultima assunzione. Questo significa che chi utilizza la cannabis terapeutica, pur rispettando le prescrizioni mediche, potrebbe vedersi ritirare la patente ingiustamente.
  • Dichiarazioni del Ministro Salvini: il Ministro dei Trasporti Matteo Salvini, promotore della riforma, ha difeso la nuova norma con parole forti: “Il messaggio è molto chiaro: se ti stronchi di canne, ti impasticchi in discoteca o sniffi a tempo perso e ti metti al volante, lucido sì o lucido no io ti ritiro la patente e fino a tre anni non la rivedi più”.

In definitiva, le nuove norme sulla guida sotto l’effetto di alcol e droghe puntano ad aumentare la sicurezza stradale, ma la loro applicazione, in particolare per quanto riguarda la cannabis, solleva dubbi e perplessità che potrebbero richiedere un intervento della Corte Costituzionale.

Le nuove norme sull’uso del cellulare alla guida: un giro di vite contro le distrazioni

Il nuovo Codice della Strada introduce misure più rigide per contrastare l’uso del cellulare alla guida, riconosciuto come una delle principali cause di incidenti stradali. L’obiettivo è scoraggiare questo comportamento pericoloso e sensibilizzare gli automobilisti sui rischi connessi alla distrazione al volante.

Ecco le principali novità:

  • Aumento delle sanzioni: la multa per chi utilizza il cellulare alla guida passa da 165 a 250 euro, con un massimo edittale di 1000 euro.
  • Sospensione della patente alla prima infrazione: la patente viene sospesa per una settimana per chi ha almeno 10 punti, e per 15 giorni per chi ne ha meno di 10.
  • Sanzioni più severe per i recidivi: per chi viene colto a usare il cellulare alla guida per la seconda volta in un biennio, la multa sale a 350 euro, con un massimo edittale di 1400 euro. La sospensione della patente può arrivare a 3 mesi e si aggiungono da 8 a 10 punti di decurtazione.
  • Raddoppio dei tempi di sospensione in caso di incidente: se l’uso del cellulare è causa di un incidente, i tempi di sospensione della patente raddoppiano.

Il nuovo Codice della Strada si concentra in particolare sulla pericolosità dell’uso del cellulare, considerato causa principale del 95% degli incidenti stradali. La distrazione alla guida, in cui l’uso del cellulare gioca un ruolo fondamentale, è definita come un fenomeno “devastante” che impatta sulle famiglie e sulle vittime, una vera e propria “guerra silenziosa”.

Le nuove norme, con la loro maggiore severità, mirano a fungere da deterrente contro l’uso del cellulare al volante, cercando di arginare un fenomeno diffuso e dalle conseguenze potenzialmente tragiche.

Nessuna polemica su questo argomento

Pur non essendoci specifiche polemiche riguardo l’inasprimento delle sanzioni per l’uso del cellulare, è possibile che alcuni automobilisti le percepiscano come eccessive. Tuttavia, la severità delle nuove norme riflette la gravità del problema e l’urgenza di intervenire per garantire una maggiore sicurezza stradale.

Le nuove norme sull’eccesso di velocità: un tentativo di bilanciamento tra sicurezza e tolleranza

Il nuovo Codice della Strada affronta la questione dell’eccesso di velocità con un approccio che mira a bilanciare la necessità di garantire la sicurezza stradale con una maggiore tolleranza per le infrazioni minori. Le modifiche introdotte, pur non essendo state oggetto di specifiche polemiche presentano alcuni punti controversi che meritano un’analisi approfondita.

Ecco le principali novità

  • Maggiore severità per chi supera ripetutamente il limite di velocità in città: la sanzione per chi supera il limite di velocità di oltre 10 km/h, ma non oltre 40 km/h, all’interno di un centro abitato per almeno due volte nell’arco di un anno varia tra 220 e 880 euro, con la sospensione della patente da 15 a 30 giorni. Questa norma mira a colpire i recidivi, coloro che dimostrano un atteggiamento di scarsa attenzione alle regole del Codice della Strada, esponendo gli altri utenti della strada a un rischio maggiore.
  • Una sola multa per chi supera più autovelox nello stesso tratto di strada entro un’ora: se si commette la stessa infrazione per eccesso di velocità su un tratto di strada gestito dallo stesso ente (ad esempio, un comune) entro un’ora, non si applicano più sanzioni cumulative. La multa da pagare sarà solo quella più grave, aumentata di un terzo. Questa disposizione, introdotta per evitare un eccessivo accanimento sanzionatorio, solleva dubbi sulla sua efficacia deterrente. Infatti, chi è consapevole di questa norma potrebbe sentirsi autorizzato a superare il limite di velocità in un tratto controllato da più autovelox, sapendo di dover pagare una sola multa. Ne parliamo più in dettaglio in seguito.
  • Maggiore chiarezza sull’utilizzo degli autovelox: il nuovo Codice della Strada introduce regole più stringenti per l’installazione e l’utilizzo degli autovelox. Ad esempio:
    • Sulle strade extraurbane, gli autovelox possono essere installati solo se il limite di velocità non è inferiore di oltre 20 km/h rispetto a quello previsto dal Codice per quel tipo di strada.
    • Devono essere installati solo in presenza di un elevato tasso di incidentalità, se la velocità media rilevata è superiore ai limiti consentiti, o se è impossibile la contestazione immediata dell’infrazione.
    • Il segnale di avviso dell’autovelox deve essere posto ad almeno 1 km di distanza dal dispositivo sulle strade extraurbane e a non meno di 200 metri sulle strade ad alto scorrimento in città.
    • La distanza minima tra due autovelox deve essere di 3 km sulle strade extraurbane principali, 1 km su quelle secondarie e 500 metri in città.

Analisi e possibili polemiche

Le nuove norme sull’eccesso di velocità sembrano rispondere a due esigenze contrastanti: da un lato, la volontà di inasprire le sanzioni per i comportamenti più pericolosi e scoraggiare i recidivi; dall’altro, la necessità di evitare un eccesso di rigidità e di introdurre una maggiore tolleranza per le infrazioni meno gravi.

Possibili punti controversi

  • La norma che limita le multe per eccesso di velocità rilevate da più autovelox nello stesso tratto di strada entro un’ora potrebbe essere vista come un incentivo a violare i limiti di velocità, soprattutto da parte di automobilisti consapevoli di questa disposizione.
  • L’aumento delle sanzioni per chi supera ripetutamente i limiti di velocità in città, pur essendo giustificato dalla necessità di tutelare gli utenti più vulnerabili, potrebbe essere percepito come eccessivo da alcuni automobilisti.

Il nuovo Codice della Strada e i monopattini: tra sicurezza e polemiche

Il nuovo Codice della Strada introduce importanti novità per i monopattini elettrici, con l’obiettivo di regolamentare un fenomeno in forte crescita e garantire una maggiore sicurezza per tutti gli utenti della strada. Le nuove norme, pur essendo pensate per tutelare i conducenti di monopattini e gli altri utenti della strada, hanno generato forti polemiche, soprattutto tra gli operatori del settore. Vediamo nel dettaglio le modifiche introdotte, le modalità di adeguamento e le criticità sollevate.

Nuove regole per i monopattini

  • Obbligo di targa: i monopattini dovranno essere dotati di un contrassegno di riconoscimento assimilabile alla targa. Questa norma permetterà di identificare i veicoli e i loro proprietari in caso di infrazioni o incidenti.
  • Obbligo di assicurazione: sarà obbligatorio stipulare una polizza per la responsabilità civile (RC) per i monopattini. Questa misura tutela sia il conducente del monopattino, che in caso di incidente potrà contare sulla copertura assicurativa, sia eventuali terzi danneggiati.
  • Obbligo di casco per tutti: il casco diventa obbligatorio per tutti i conducenti di monopattini, anche per i maggiorenni. In precedenza, l’obbligo era previsto solo per i minorenni.
  • Obbligo di indicatori luminosi di svolta: i monopattini dovranno essere dotati di frecce direzionali, per segnalare in modo chiaro le proprie intenzioni di svolta e aumentare la sicurezza durante la circolazione.
  • Divieto di circolazione contromano: i monopattini potranno circolare solo nel senso di marcia consentito, per evitare situazioni di pericolo.
  • Circolazione consentita solo su strade urbane con limite di velocità non superiore a 50 km/h: i monopattini non potranno più circolare su piste ciclabili o all’interno di aree pedonali, ma solo su strade urbane con velocità massima di 50 km/h.
  • Obbligo per i gestori di sharing di installare sistemi di blocco: le aziende di noleggio monopattini dovranno adottare sistemi automatici per impedire il funzionamento dei veicoli al di fuori delle aree consentite. Questo per evitare che i monopattini vengano abbandonati in zone non autorizzate o utilizzati in modo improprio.

Come adeguarsi

  • Dotarsi di targa, assicurazione e casco.
  • Verificare che il proprio monopattino sia dotato di frecce direzionali. Se il modello non le prevede, potrebbe essere necessario sostituirlo con uno a norma.
  • Rispettare i limiti di velocità e le zone di circolazione consentite.
  • Utilizzare i monopattini in modo responsabile, evitando comportamenti pericolosi per sé e per gli altri.

Le Polemiche sulle nuove regole sui monopattini non mancano

Le nuove norme sui monopattini hanno suscitato perplessità e proteste da parte degli operatori del settore, che lamentano la difficoltà di applicare alcune disposizioni e i costi aggiuntivi che queste comportano. In particolare, sono stati sollevati i seguenti dubbi:

  • Obbligo di casco: non è chiaro chi dovrà fornire il casco, se il conducente o le aziende di noleggio. Inoltre, la mancanza di un vano portacasco sui monopattini rende problematico il trasporto del casco quando non viene utilizzato.
  • Obbligo di assicurazione: gli operatori del settore fanno notare che una direttiva europea esonera dall’obbligo di assicurazione i veicoli che non superano i 25 km/h. Poiché i monopattini a noleggio sono già limitati a 20 km/h, l’obbligo di assicurazione sembrerebbe in contrasto con la normativa europea. La questione si complica per i monopattini privati, che potrebbero non avere un limitatore di velocità e raggiungere velocità superiori.

In sintesi

Il nuovo Codice della Strada introduce norme più severe per i monopattini, con l’obiettivo di aumentare la sicurezza stradale. Le nuove regole, tuttavia, hanno generato polemiche tra gli operatori del settore, che ne contestano la praticità e la sostenibilità economica. Sarà necessario monitorare l’applicazione delle nuove norme e valutarne l’impatto sulla diffusione e sull’utilizzo dei monopattini, per garantire un equilibrio tra sicurezza, libertà di movimento e sostenibilità.

Il nuovo Codice della Strada e le biciclette: maggiore sicurezza e nuove infrastrutture

Il nuovo Codice della Strada introduce diverse novità volte a migliorare la sicurezza dei ciclisti e a promuovere la mobilità ciclabile, riconoscendo i ciclisti come utenti vulnerabili della strada. Vengono introdotte nuove regole per la circolazione delle biciclette e per il loro sorpasso da parte degli automobilisti, oltre a nuove disposizioni per la realizzazione di infrastrutture dedicate. Le nuove norme mirano a creare un ambiente stradale più sicuro e inclusivo per i ciclisti, incoraggiando l’utilizzo della bicicletta come mezzo di trasporto sostenibile.

Ecco le principali novità

  • Distanza di sicurezza nel sorpasso: è stato introdotto l’obbligo per gli automobilisti di mantenere una distanza laterale di almeno 1,5 metri quando sorpassano una bicicletta, laddove le condizioni della strada lo consentano. Questa norma, fondamentale per la sicurezza dei ciclisti, mira a prevenire incidenti causati da sorpassi azzardati o troppo ravvicinati.
  • Caselle avanzate ai semafori: il nuovo Codice prevede la possibilità di istituire le “caselle avanzate” ai semafori. Si tratta di spazi delimitati da segnaletica orizzontale che permettono ai ciclisti di posizionarsi davanti ai veicoli a motore in prossimità del semaforo rosso. Questa disposizione consente ai ciclisti di avere una migliore visibilità e di partire in sicurezza quando scatta il verde, evitando di essere sorpassati o stretti dalle auto. Le caselle avanzate potranno essere realizzate solo su strade con una corsia per senso di marcia e limite di velocità non superiore a 50 km/h, dotate di pista ciclabile o corsia ciclabile.
  • Circolazione contromano in strade a senso unico: il Codice prevede la possibilità di consentire la circolazione contromano delle biciclette in strade a senso unico con limite di velocità non superiore a 30 km/h, a condizione che siano dotate di corsie o piste ciclabili a doppio senso di marcia. Questa norma favorisce la mobilità ciclabile nelle aree urbane, permettendo ai ciclisti di raggiungere più facilmente la loro destinazione senza dover percorrere lunghi tragitti su strade trafficate.
  • Limitazioni per le corsie ciclabili: viene limitata la possibilità di realizzare corsie ciclabili, ovvero percorsi riservati alle biciclette delimitati solo da segnaletica orizzontale e in alcuni casi utilizzabili anche dai veicoli a motore. Le corsie ciclabili potranno essere realizzate solo ai bordi di strade che, per le loro caratteristiche, non consentono la realizzazione di piste ciclabili, ovvero percorsi fisicamente separati dal traffico veicolare. Questa disposizione sottolinea l’importanza di realizzare infrastrutture ciclabili sicure e dedicate, preferendo le piste ciclabili alle corsie ciclabili, considerate meno sicure per i ciclisti.
  • Riconoscimento delle strade urbane ciclabili e delle zone ciclabili: il nuovo Codice definisce e riconosce legalmente le strade urbane ciclabili, ovvero strade a carreggiata unica con limite di velocità di 30 km/h e priorità per le biciclette, e le zone ciclabili, con il medesimo limite di velocità.

Come adeguarsi

I ciclisti, da parte loro, devono:

  • Rispettare il Codice della Strada, in particolare le norme sulla circolazione, la segnaletica e le precedenze.
  • Utilizzare sempre il casco, fondamentale per la sicurezza in caso di caduta o incidente.
  • Segnalare in modo chiaro le proprie intenzioni, utilizzando le braccia per indicare le svolte e le fermate.
  • Dotarsi di luci e catarifrangenti, per essere visibili anche di notte o in condizioni di scarsa illuminazione.

Tuttavia, è importante sottolineare che l’introduzione di norme più stringenti per gli automobilisti in materia di sorpasso delle biciclette potrebbe generare reazioni negative da parte di alcuni automobilisti. L’obbligo di mantenere una distanza di 1,5 metri potrebbe essere percepito come eccessivo o difficile da applicare in alcune situazioni, soprattutto in strade strette o trafficate.

D’altra parte, è fondamentale che gli automobilisti prendano coscienza della vulnerabilità dei ciclisti e adottino comportamenti responsabili per garantire la loro sicurezza. La distanza di 1,5 metri, se rispettata, contribuisce a prevenire incidenti e a creare un ambiente stradale più sicuro per tutti.

Le nuove norme per i neopatentati: più potenza, ma con restrizioni più lunghe

Il nuovo Codice della Strada introduce cambiamenti significativi anche per i neopatentati, con un allentamento iniziale dei limiti di potenza dei veicoli guidabili, ma estendendo le restrizioni a un periodo più lungo, pari a tre anni. Questa decisione ha generato un dibattito, con opinioni contrastanti sulla sua efficacia nel migliorare la sicurezza stradale.

Ecco le principali novità:

  • Limite di potenza: per i primi tre anni dal conseguimento della patente B, i neopatentati non potranno guidare veicoli con potenza superiore a 75 kW per tonnellata, né veicoli elettrici e ibridi con potenza superiore a 105 kW per tonnellata. Rispetto alle norme precedenti, questo rappresenta un aumento del limite di potenza consentito durante il primo anno. In precedenza, il limite era di 55 kW per tonnellata per gli autoveicoli in generale e di 70 kW per le autovetture.
  • Estensione del periodo di restrizioni: mentre in precedenza le limitazioni di potenza per i neopatentati erano valide solo per il primo anno dal conseguimento della patente, il nuovo Codice della Strada estende questo periodo a tre anni.

Polemiche

La decisione di aumentare il limite di potenza per i neopatentati, pur estendendo il periodo di restrizioni, potrebbe generare opinioni divergenti. Da un lato, si potrebbe sostenere che permettere ai neopatentati di guidare veicoli più potenti, anche se per un periodo limitato, potrebbe fornire loro una maggiore esperienza di guida e prepararli meglio ad affrontare situazioni complesse. Dall’altro lato, si potrebbe argomentare che questa scelta aumenta i rischi per la sicurezza stradale, esponendo i neopatentati, che per definizione hanno meno esperienza, a veicoli con prestazioni più elevate.
Ci ricordiamo bene cosa è accaduto quando si è data una macchina potente in mano a ragazzini che volevano divertirsi.

In sintesi

Le nuove norme per i neopatentati introducono un compromesso tra l’esigenza di fornire ai nuovi guidatori un’adeguata esperienza di guida e la necessità di garantire la sicurezza stradale. Sarà importante monitorare l’impatto di queste modifiche per valutarne l’efficacia e l’opportunità di eventuali correttivi.

Autovelox: nuove regole e nuove polemiche

Il nuovo Codice della Strada introduce modifiche significative all’utilizzo degli autovelox, con l’obiettivo di rafforzare la tutela degli automobilisti e limitare l’uso di questi dispositivi a situazioni di effettiva necessità per la sicurezza stradale. Le nuove norme prevedono limiti all’installazione degli autovelox, regole più stringenti per il loro posizionamento e la non cumulabilità delle sanzioni in caso di più infrazioni rilevate nello stesso tratto stradale entro un’ora. Queste modifiche, pur volte a garantire una maggiore trasparenza e a prevenire un uso indiscriminato degli autovelox, hanno suscitato polemiche, soprattutto tra coloro che sostengono la necessità di un controllo più rigoroso della velocità per prevenire incidenti.

Ecco le principali novità

  • Stretta sull’utilizzo degli autovelox: i dispositivi di controllo elettronico della velocità potranno essere utilizzati solo su tratti di strada extraurbana dove il limite di velocità non sia inferiore di oltre 20 km/h rispetto a quello previsto dal Codice per quella tipologia di strada. Ad esempio, su una strada extraurbana principale, dove il limite è di 90 km/h, non potranno essere installati autovelox su tratti con limite inferiore a 70 km/h.
  • Segnaletica e distanza tra autovelox: gli autovelox dovranno essere preceduti da un segnale che indichi il limite di velocità almeno 1 km prima del dispositivo. La distanza minima tra due autovelox dovrà essere di almeno 3 km sulle strade extraurbane principali e di almeno 1 km su quelle secondarie.
  • Non cumulabilità delle sanzioni: se un automobilista commette più infrazioni per eccesso di velocità nello stesso tratto stradale, gestito dallo stesso ente, entro un’ora, non dovrà pagare tutte le multe, ma solo la più grave, aumentata di un terzo.
  • Limite minimo di velocità rilevabile in città: in città, il limite minimo di velocità rilevabile tramite autovelox fissi è di 50 km/h, rendendo impossibile il controllo del rispetto delle Zone 30 tramite questi dispositivi.
  • Regole per l’installazione in città: sulle strade ad alto scorrimento, la distanza minima tra il segnale del limite di velocità e l’autovelox non può essere inferiore a 200 metri, mentre su tutte le altre strade è di 75 metri. La distanza minima tra due autovelox in città è di 500 metri.
  • Condizioni per l’installazione: gli autovelox possono essere installati su un tratto di strada solo se, nei cinque anni precedenti, si è verificato un elevato tasso di incidentalità, se la velocità media rilevata è superiore ai limiti consentiti o se è impossibile la contestazione immediata delle infrazioni.

Le Polemiche sulle nuove regole sugli Autovelox non mancano

Non ci sono particolari polemiche nate in merito alle nuove norme sugli autovelox. Tuttavia, è possibile individuare alcuni punti di controversia:

  • Efficacia nella riduzione degli incidenti: la limitazione all’utilizzo degli autovelox potrebbe essere vista come un indebolimento delle misure per il controllo della velocità, con potenziali ripercussioni negative sulla sicurezza stradale.
  • Possibile aumento dell’impunità: la non cumulabilità delle sanzioni potrebbe incentivare comportamenti scorretti da parte di alcuni automobilisti, che potrebbero sentirsi autorizzati a superare i limiti di velocità sapendo di dover pagare una sola multa anche in caso di più infrazioni in breve tempo.
  • Difficoltà di controllo nelle Zone 30: l’impossibilità di utilizzare gli autovelox fissi per il controllo del limite di 30 km/h nelle Zone 30 potrebbe rendere più difficile il rispetto di questa norma, pensata per tutelare i pedoni e i ciclisti in aree urbane.

In definitiva, le nuove norme sugli autovelox rappresentano un tentativo di bilanciare l’esigenza di garantire la sicurezza stradale con la tutela dei diritti degli automobilisti. Sarà necessario monitorare l’applicazione di queste modifiche per valutarne l’effettivo impatto sulla sicurezza stradale e per individuare eventuali correttivi.

Abbandono di animali: pene più severe e sospensione della patente

Il nuovo Codice della Strada introduce pene più severe per chi abbandona animali in strada, riconoscendo la gravità di questo atto e le sue potenziali conseguenze per la sicurezza stradale. Oltre a sanzioni pecuniarie, è prevista la sospensione della patente da 6 mesi a un anno per chi si macchia di questo reato. Inoltre, se l’abbandono di un animale causa un incidente con morti o feriti, si rischiano fino a 7 anni di carcere per i reati di omicidio stradale e lesioni stradali.

Pene più severe: Le nuove norme riflettono una maggiore sensibilità verso il benessere degli animali e la sicurezza stradale. L’abbandono di animali non è solo un atto crudele, ma rappresenta anche un pericolo per gli automobilisti, i ciclisti e gli stessi animali.

Sospensione della patente: La sospensione della patente è una misura significativa che sottolinea la gravità del reato. La patente di guida è un privilegio, non un diritto, e può essere revocata o sospesa in caso di comportamenti irresponsabili o pericolosi.

Nuove norme per motociclette e scooter: maggiore tutela e accesso alle autostrade

Il nuovo Codice della Strada introduce alcune novità rilevanti per i motociclisti, con l’obiettivo di migliorare la loro sicurezza e di ampliare le possibilità di circolazione. Da un lato, i conducenti di motocicli e scooter sono ora inclusi nella categoria degli “utenti vulnerabili”, godendo di maggiore tutela in strada. Dall’altro, le moto 125cc possono ora accedere alle autostrade e alle strade extraurbane principali, a patto che il conducente sia maggiorenne.

Ecco le principali novità

  • Utenti vulnerabili: il nuovo Codice della Strada inserisce i motociclisti nell’elenco degli utenti vulnerabili, insieme a pedoni, persone con disabilità e ciclisti. Questa classificazione implica una maggiore attenzione alla loro sicurezza da parte degli altri utenti della strada e potrebbe portare a un inasprimento delle sanzioni per chi commette infrazioni a loro danno.
  • Accesso alle autostrade per le 125cc: moto e scooter con cilindrata di almeno 120cc o con potenza non inferiore a 6 kW (nel caso di motori elettrici) possono ora circolare su autostrade e strade extraurbane principali, a condizione che il conducente sia maggiorenne. Questa norma estende le possibilità di circolazione per i possessori di moto 125cc, che prima non potevano accedere a queste tipologie di strade.
  • Divieto di trasporto passeggeri per chi è in esercitazione: chi è in possesso di foglio rosa per le patenti AM, A1, A2 e A non può trasportare passeggeri durante le esercitazioni di guida. Questa norma mira a ridurre i rischi per i conducenti inesperti e per i loro eventuali passeggeri.
  • Obbligo di distanza laterale in fase di sorpasso: il nuovo Codice della Strada introduce l’obbligo per tutti i conducenti di veicoli a motore di mantenere una distanza laterale di sicurezza non inferiore a 1,5 metri quando sorpassano una bicicletta. Sebbene la norma si riferisca specificamente alle biciclette, è ragionevole presumere che la stessa regola si applichi anche al sorpasso di motociclette e scooter, considerata la loro vulnerabilità in strada.

Polemiche sull’applicabilità e sulla sicurezza

Per quanto nessuno ha aperto polemiche a riguardo sui siti e sui forum dedicati è possibile individuare alcuni punti che generano discussioni e domande:

  • Effettiva applicazione della norma sugli utenti vulnerabili: l’inclusione dei motociclisti tra gli utenti vulnerabili è sicuramente un passo avanti, ma la sua efficacia dipenderà dalla sensibilizzazione degli automobilisti e dall’applicazione rigorosa della norma da parte delle forze dell’ordine.
  • Sicurezza delle moto 125cc in autostrada: l’accesso alle autostrade per le moto 125cc potrebbe sollevare dubbi sulla loro sicurezza, considerata la differenza di velocità rispetto agli altri veicoli.
  • Controlli e sanzioni: l’efficacia delle nuove norme dipenderà anche dalla presenza di controlli e dall’applicazione di sanzioni adeguate per chi le viola.

In conclusione, le nuove norme per motociclette e scooter introdotte dal Codice della Strada rappresentano un tentativo di migliorare la sicurezza e le possibilità di circolazione per questa categoria di utenti della strada. Sarà importante monitorare l’applicazione di queste modifiche per valutarne l’effettivo impatto e per individuare eventuali correttivi.

Le altre norme presentate nel nuovo codice della strada

Il nuovo Codice della Strada introduce modifiche specifiche riguardo al sorpasso dei veicoli della Polizia e all’attraversamento dei passaggi a livello, con l’obiettivo di aumentare la sicurezza stradale e prevenire comportamenti pericolosi.

Divieto di sorpasso dei veicoli della Polizia

Il nuovo Codice della Strada vieta il sorpasso dei veicoli della Polizia Stradale impegnati in attività di rallentamento del traffico o di regolazione del flusso veicolare su strade con carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico, quando tali attività sono finalizzate a prevenire situazioni di pericolo per la presenza di persone sulla carreggiata.

In queste situazioni, i conducenti hanno l’obbligo di attivare le quattro frecce per segnalare la propria presenza e l’intenzione di rallentare. La violazione di questa norma comporta una multa di 167 euro e la sospensione della patente da uno a tre mesi.

Attraversamento dei passaggi a livello

Il nuovo Codice della Strada inasprisce le sanzioni per chi viola le norme sull’attraversamento dei passaggi a livello, portandole da 87 a 200 euro. L’unica eccezione riguarda l’attraversamento con semibarriere ancora in movimento di apertura, per il quale la multa rimane di 87 euro.

L’inasprimento delle sanzioni mira a scoraggiare comportamenti irresponsabili che mettono a rischio la sicurezza degli automobilisti, dei passeggeri e degli utenti della ferrovia.

Serviranno più soldi per pagare le multe

Il nuovo Codice della Strada introduce diverse modifiche che comportano un aumento delle multe e delle sanzioni per alcune violazioni. Le norme che prevedono un aumento dei costi sono le seguenti:

  • Uso del telefono alla guida: la multa passa da 165 a 250 euro. In caso di recidiva, la sanzione sale da 697 a 1.000 euro.
  • Tolleranza zero sull’alcol: la multa per chi viola il divieto di circolare con tasso alcolemico pari a zero (codice 68 sulla patente) è di 158 euro. La sanzione sale a 316 euro se si circola senza alcolock (obbligatorio per chi ha il codice 69 sulla patente).
  • Guida in stato di ebbrezza: le sanzioni e le ammende per la guida con tasso alcolemico superiore a 0,5 g/l aumentano di un terzo per chi è già stato condannato per guida in stato di ebbrezza (con tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l) e ha sulla patente i codici 68 o 69.
  • Eccesso di velocità: chi supera di oltre 10 km/h (ma non oltre 40 km/h) il limite di velocità in un centro abitato per almeno due volte in un anno è soggetto a una multa di 220 euro e alla sospensione della patente da 15 a 30 giorni.
  • Sosta negli stalli per disabili: la multa per la sosta negli spazi riservati ai disabili con ciclomotori o veicoli a due ruote passa da 80 a 165 euro. La sanzione sale da 165 a 330 euro per chi sosta negli stessi spazi con altri veicoli.
  • Sosta in corsie preferenziali o fermate bus: la multa per chi sosta alle fermate dei mezzi pubblici o nelle corsie preferenziali con ciclomotori e motocicli a due ruote aumenta da 41 a 87 euro. La sanzione sale da 87 a 165 euro per chi commette la stessa infrazione con altri veicoli.
  • Sorpasso di veicoli della Polizia: il sorpasso dei veicoli della Polizia Stradale impegnati in attività di rallentamento del traffico o di regolazione del flusso veicolare, in determinate situazioni, è punito con una multa di 167 euro e la sospensione della patente da uno a tre mesi.
  • Attraversamento dei passaggi a livello: le sanzioni per chi viola le norme sull’attraversamento dei passaggi a livello aumentano da 87 a 200 euro, ad eccezione dell’attraversamento con semibarriere in movimento di apertura, per il quale la multa rimane di 87 euro.

Dagli articoli letti e le informazioni prese si deduce che almeno 8 violazioni sono soggette a un inasprimento delle sanzioni pecuniarie.

Nessun aumento esplicito dei controlli, ma possibili effetti indiretti

Il nuovo Codice della Strada non prevede un aumento esplicito dei controlli sulle strade. Non sono state introdotte norme specifiche che impongano alle forze dell’ordine di intensificare la loro presenza o di effettuare controlli più frequenti.

Tuttavia alcune nuove norme potrebbero indirettamente comportare una maggiore attenzione da parte delle forze dell’ordine:

  • Guida sotto l’effetto di stupefacenti: la nuova normativa sulla guida sotto l’effetto di stupefacenti, che elimina la necessità di accertare lo stato di alterazione psicofisica per la revoca della patente, potrebbe incentivare le forze dell’ordine ad effettuare più controlli. La sola positività al test è sufficiente per applicare la sanzione, rendendo più “semplice” l’accertamento dell’infrazione.
  • Obbligo di alcolock: l’obbligo di installare l’alcolock per i recidivi condannati per guida in stato di ebbrezza potrebbe comportare controlli più frequenti per verificare la presenza e il corretto funzionamento del dispositivo.
  • Nuove norme per i monopattini: l’obbligo di targa, casco e assicurazione per i monopattini potrebbe rendere più facile per le forze dell’ordine identificare e sanzionare chi viola le regole. La limitazione della circolazione dei monopattini alle strade urbane con limite di velocità non superiore a 50 km/h potrebbe inoltre portare a un aumento dei controlli in queste aree.

In definitiva, pur non essendoci un aumento esplicito dei controlli, le nuove norme introdotte dal Codice della Strada potrebbero comunque tradursi in una maggiore attenzione da parte delle forze dell’ordine su alcune specifiche violazioni. Questa però rimane solo un’ipotesi. Sappiamo bene che se non ci sono controlli sulle strade gli interventi si avranno solo ad incidente avvenuto.

Opinioni personali

Ci è voluto tempo per preparare questo lungo articolo, non nascondo di essermi fatto aiutare da strumenti IA per le analisi, ma soprattutto per cercare di avere una visione obiettiva sulle nuove norme.
L’evidenza però è che se da una parte si tenta di ridurre i rischi aumentando le sanzioni e le pene, dall’altra c’è un allontanamento dei doveri della pubblica sicurezza.
Chi non paga le multe e ha la patente ritirata non si ferma se aumenti il prezzo della sanzione o il numero di mesi di ritiro della patente.
Inoltre l’introduzione di apparecchi automatici e strumenti di controllo remoto non garantisce la maggior sicurezza se questi non sono controllate dalla pubblica sicurezza, le strade devono essere controllate da chi di dovere, non da apparecchietti elettronici.
Ricordiamoci sempre che siamo milioni di persone che giriamo per le nostre strade rispettando le regole, ma basta una persona che non lo fa per mettere a rischio la vita degli altri, e se non vengono fermati sulle strade è inutile vessarli a danno fatto.
Gli incidenti vanno evitati, accanirsi sul colpevole è inutile quando ti ha già ucciso un figlio o un genitore.

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