Renault Scenic E-Tech Electric, nuove batterie e prezzo più basso

Renault Scenic E-Tech Electric, nuove batterie e prezzo più basso

Renault taglia il prezzo della Scenic elettrica: la top scende a 39.950 euro e l’ingresso a 32.500. Ecco batterie, autonomia e cosa cambia a bordo.

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Renault ha rivisto la Scenic E-Tech Electric, la sua familiare elettrica, con un aggiornamento tecnico battezzato model year 2027. La modifica che pesa di più sul portafoglio, però, non sta sotto il cofano: sta sul cartellino. La versione più cara della gamma perde quasi 10.000 euro, mentre l’allestimento d’ingresso parte ora da 32.500 euro.

Se in questi mesi stavi confrontando i SUV elettrici di taglia media, quelli lunghi intorno ai quattro metri e mezzo, il taglio ti riguarda: porta la Scenic al livello di prezzo di rivali di una classe più piccola. Vediamo cos’è cambiato davvero e cosa conviene sapere prima di firmare un ordine.

Di quanto scende il prezzo

Il ritocco al listino è pesante. Secondo Fleet Magazine il calo oscilla tra 7.700 e 9.250 euro, a seconda dell’allestimento e della batteria scelta. Il caso più vistoso è la variante di punta: la long range, che ad agosto veniva proposta a 49.200 euro, oggi ne chiede 39.950 a parità di allestimento Esprit Alpine. Sono 9.250 euro in meno, quasi un quinto del prezzo di partenza.

All’altro capo della gamma c’è la novità che allarga la platea di chi può permettersela: la versione base, in allestimento Techno, scende a 32.500 euro. È una cifra da SUV elettrico compatto, cioè la classe sotto, a fronte però di uno spazio interno da segmento superiore. La Scenic misura 4,47 metri, ma il passo, la distanza tra le due ruote di un lato che decide quanto si sta comodi dietro, arriva a 2,79 metri.

Due batterie per due modi di viaggiare

Il cuore dell’aggiornamento sono le batterie, offerte in due chimiche diverse. La long range monta un pacco NMC, sigla del mix nichel-manganese-cobalto, la chimica più densa di energia, da 89 kWh: nel ciclo WLTP, lo standard europeo con cui si misura l’autonomia, il costruttore le accredita 642 km, una ventina in più rispetto ai 623 della versione precedente. La comfort range usa invece una batteria LFP, cioè litio-ferro-fosfato, una chimica più economica, da 67 kWh, per un’autonomia fino a 467 km.

Migliora anche la ricarica. Come dettaglia Autotecnica, alla colonnina veloce in corrente continua la LFP passa dal 15 all’80% in 24 minuti, con un picco di 165 kW; alla NMC servono 28 minuti, con 150 kW di punta. Sulla LFP Renault ha scelto un’architettura cell-to-pack, in cui le celle sono montate direttamente nel pacco senza i moduli intermedi che di solito le raggruppano: 232 celle a sacchetto strette una accanto all’altra; il volume del pacco, dichiara la casa, risulta occupato al 53%, così da non sprecare spazio.

Perché adesso costa così poco

Dietro il prezzo più basso c’è una gamma più snella. Renault ha mandato in pensione il motore da 170 cavalli: resta solo l’unità anteriore da 220, abbinata a una delle due batterie. Meno versioni da costruire e una chimica, la LFP, che le stesse fonti indicano come la via verso auto elettriche più accessibili: il taglio di listino arriva insieme a queste scelte.

Per capire quanto pesi, conviene guardare la concorrenza. Nella tabella dei rivali pubblicata da Fleet Magazine la Kia EV4 parte da 37.950 euro, la Skoda Enyaq da 43.500, la Peugeot 3008 elettrica da 43.780. La Scenic d’ingresso a 32.500 euro se le lascia tutte alle spalle e trova compagnia soltanto nella cinese Leapmotor B10, offerta a 32.400 euro ma con 435 km di autonomia contro i 467 della Renault. Vale la pena ricordare che la Scenic elettrica è l’erede di un nome che negli anni Duemila indicava una monovolume a benzina e diesel, e che nel listino sta un gradino sopra la Megane E-Tech, la berlina elettrica della casa.

Cosa cambia a bordo, e cosa sapere prima di ordinarla

Oltre a prezzo e batterie, l’auto guadagna qualche funzione. L’assistente vocale diventa Google Gemini al posto di Google Assistant, disattivabile a piacere, con 2 GB di traffico dati al mese inclusi gratis per tre anni. Crescono anche gli ADAS, cioè i sistemi elettronici che frenano o correggono la traiettoria al posto del guidatore: arriva la funzione Multi Target, che sorveglia più veicoli contemporaneamente, l’Emergency Stop Assist, che ferma la vettura se chi è al volante non reagisce, e una guida predittiva che legge dalle mappe connesse curve, rotatorie e incroci in arrivo per suggerire l’andatura più efficiente. Debuttano poi la app my rnlt per preparare l’itinerario dallo smartphone e un caricatore wireless Qi2 compatibile anche con il MagSafe degli iPhone.

La telecamera interna, che già teneva d’occhio stanchezza e distrazione, ora riconosce anche il conducente e ne richiama le preferenze: posizione di guida, navigazione, luci dell’abitacolo. Sul fronte dei materiali Renault dichiara nuovi rivestimenti in plastica riciclata e coperture aerodinamiche delle ruote realizzate per almeno il 72% con materiale di recupero.

Resta, sopra ogni cosa, una vettura pensata per la famiglia. Renault rivendica un nuovo doppio pianale nel bagagliaio, scomparti modulari in cui infilare i cavi di ricarica o le cose dei più piccoli, e perfino accessori dedicati agli animali domestici. Dettagli piccoli, ma che dicono a chi cerca un’auto da tutti i giorni.

Un’ultima annotazione sui tempi, perché cambia le cose per chi vuole ordinarla subito. La long range NMC è già disponibile; la comfort range LFP, quella da 32.500 euro, arriverà in una fase successiva del lancio in corso a settembre 2026. Chi punta al prezzo più basso, insomma, dovrà avere pazienza. La produzione resta tutta europea: auto e batteria escono da Douai, in Francia, il motore da Cléon, in Normandia.

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