Se hai 17 anni, o in casa ne hai uno che conta i mesi al compleanno, la notizia circolata ad agosto suona bene: la patente B potrebbe arrivare un anno prima. Prima di farci un piano, però, va detta una cosa che nei titoli si perde.
Oggi in Italia la patente B si prende a 18 anni, e nulla di quello che leggi qui sotto è in vigore. Si tratta di ipotesi contenute nel testo base della riforma del Codice della Strada, aperto dal ministero a una consultazione pubblica: una fase in cui associazioni e operatori del settore mandano osservazioni e richieste di modifica prima che il testo venga scritto in forma definitiva. Quella fase si chiude il 13 settembre 2026. Chi compie 17 anni quest’autunno, insomma, la patente la prenderà con ogni probabilità con le regole di adesso. Il quadro completo delle proposte lo abbiamo messo insieme nella nostra panoramica sulle quindici ipotesi di riforma in consultazione.
Cosa vorrebbe dire davvero "patente a 17 anni"
Non sarebbe un anticipo secco. Secondo le fonti che hanno visto i documenti ministeriali, il diciassettenne otterrebbe il titolo per guidare automobili e furgoni commerciali, ma non da solo: accanto dovrebbe sedere fisicamente un tutore, cioè un guidatore già esperto, fino al compimento dei 18 anni.
Tradotto: per dodici mesi non sarebbe la libertà di prendere l’auto e uscire con gli amici, ma la possibilità di guidare in condizioni normali avendo sempre un adulto al posto del passeggero. Chi ha già la patente A1 (il ciclomotore e le moto leggere) o la B1 (i quadricicli, le cosiddette minicar) potrebbe secondo una delle testate arrivare a guidare accompagnato addirittura a 16 anni.
Da dove arriva l’idea? Non da Roma. Le fonti la fanno risalire all’Unione europea, che sta uniformando le regole sulle patenti fra i Paesi membri e ha abbassato la soglia a livello continentale: l’Italia anticiperebbe quell’adeguamento invece di aspettare la scadenza, fissata a tre anni dalla direttiva europea di ottobre 2025.
Il baratto: si guida prima, ma si guida di più prima
Qui sta il punto che nelle sintesi si perde: abbassare l’età non viaggia da solo, ma insieme a un irrobustimento della scuola guida. Le ore obbligatorie di esercitazione pratica — le guide con l’istruttore che si fanno con il foglio rosa, il permesso provvisorio per esercitarsi prima dell’esame — passerebbero da 6 a 8. E l’obiettivo dichiarato non si ferma lì: il traguardo indicato è 12 ore.
Vale la pena fare il conto, perché nessuna fonte lo fa. Da 6 a 8 è un terzo di pratica in più; da 6 a 12, se l’obiettivo venisse centrato, sarebbe il doppio. Messa così, la proposta non è "i ragazzi guidano prima": è uno scambio fra l’anno guadagnato e più ore di addestramento, con un adulto obbligatorio a bordo. C’è anche un risvolto sul portafoglio delle famiglie: le ore di guida in autoscuola si pagano una per una.
E chi accompagna? Anche per lui cambierebbe qualcosa
C’è un pezzo della riforma raccontato di solito a parte, che però si incastra con questo. Il testo base dedicherebbe per la prima volta un articolo alla distrazione alla guida, con importi separati per telefoni, cuffie e schermi di bordo modificati per riprodurre video. Quelle regole, spiega la testata che ha ricostruito il capitolo, verrebbero estese anche a chi siede accanto: gli istruttori che accompagnano i giovani con il foglio rosa. Lette insieme all’obbligo del tutore, le due proposte dicono la stessa cosa: se la sicurezza del minorenne dipende da chi lo affianca, la responsabilità non sta tutta sulle spalle del ragazzo.
Il capitolo camion è un’altra storia
Nella stessa partita rientra la patente C, quella dei mezzi pesanti: va tenuta separata, perché non riguarda chi guida per sé ma chi vuole guidare per lavoro. Due ipotesi distinte. La prima riguarda l’età: 17 anni anche per la C. Ne discende che pure la Carta di qualificazione del conducente — la CQC, l’abilitazione professionale necessaria per trasportare merci o persone come mestiere, cosa diversa dalla patente — si potrebbe ottenere con dodici mesi di anticipo rispetto a oggi. Una fonte aggiunge che i mezzi pesanti senza rimorchio potrebbero essere condotti a 17 anni con la patente B più la CQC.
La seconda va oltre: per dodici mesi si potrebbe guidare un veicolo da patente C senza avere ancora la CQC, alla sola condizione di risultare iscritti al corso iniziale di qualificazione.
Sullo sfondo c’è un vuoto di organico che le fonti quantificano: 20.000 camionisti mancanti in Italia e circa 3 milioni di autisti professionali nel mondo. La deroga viene indicata anche come strumento per accelerare l’ingresso di lavoratori stranieri privi dell’abilitazione italiana. Non c’è unanimità: una delle testate scrive che la fretta di colmare la carenza di manodopera solleva interrogativi rispetto alla sicurezza.
Attenzione: per i giovani non è tutto in discesa
Altre parti della riforma vanno nella direzione opposta. Nel testo base la tolleranza zero all’alcol per i neopatentati viene confermata, mentre per gli altri guidatori il limite resterebbe a 0,5 grammi per litro, e l’essere neopatentato funzionerebbe come circostanza che aggrava l’importo di certe sanzioni. Chi arrivasse alla guida un anno prima si troverebbe quindi un anno in più nella condizione più sorvegliata.
Le date da tenere a mente
- 13 settembre 2026: si chiude la consultazione. Fino a quel giorno gli oltre cento soggetti interpellati possono mandare osservazioni e proposte di modifica.
- 14 ottobre 2026: è il termine entro cui l’esecutivo dovrebbe dare l’approvazione definitiva alla riforma. Scade allora la delega ricevuta con la legge 177 del 2024, già prorogata una volta.
- 2027: la finestra che una delle testate indica come plausibile per vedere la luce del nuovo Codice, sempre che l’iter non rallenti. La stessa fonte ricorda che nel frattempo la legislatura arriva a scadenza.
Fra oggi e una eventuale patente in mano a un diciassettenne restano quindi un testo da scrivere, un passaggio istituzionale e un percorso parlamentare.
Cosa resta vero oggi
Riprendendo il filo dell’inizio: oggi la patente B si consegue a 18 anni, con le ore di esercitazione previste dalle norme attuali e senza alcun tutore obbligatorio a bordo. Tutto il resto — il tutore, le 8 ore, l’obiettivo 12, la deroga sulla CQC — vive in un documento ancora in discussione.
La cosa interessante non è la data in sé, ma la logica che si intravede sotto: il momento in cui un ragazzo sale al volante da solo non verrebbe anticipato. L’anno guadagnato sull’anagrafe sarebbe restituito sotto forma di sorveglianza obbligatoria e ore in autoscuola. Se l’equilibrio reggerà alla riscrittura di settembre, si vedrà.


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