Oggi chi viene fermato perché era distratto al volante finisce in una di due caselle: la guida disattenta generica, oppure il telefono in mano. Il testo base della riforma del Codice della Strada ne aprirebbe quattro, ognuna con il suo importo. E per la prima volta la distrazione avrebbe un articolo scritto apposta per lei, invece di essere ricavata da norme pensate per altro.
Va detto subito: non è ancora legge, e oggi non cambia niente. Sono proposte in consultazione pubblica fino al 13 settembre 2026: il ministero dei Trasporti le ha mandate a operatori e associazioni chiedendo osservazioni. L’approvazione del Governo dovrebbe arrivare entro il 14 ottobre 2026, il testo non prima del 2027. Fino ad allora vale il Codice in vigore. Il quadro completo delle ipotesi sul tavolo è in questa panoramica sulla riforma in consultazione.
Perché la norma di oggi fatica a stare dietro alla distrazione
Il problema è di definizione. Chiamare distrazione l’uso del cellulare è facile. Molto meno lo è quando le mani restano sul volante e gli occhi si spostano su uno schermo che fa parte dell’auto. Le vetture recenti hanno sostituito manopole e tasti con display e comandi a sfioramento, e gestirli chiede un’attenzione diversa da quella che serviva per premere un bottone.
La direzione del testo base è quindi più larga del telefono: sarebbe distrazione qualunque comportamento che riduca l’attenzione verso l’ambiente stradale, guardato direttamente o negli specchietti. Non conta da dove arriva — dentro l’abitacolo o fuori dal veicolo, per la norma il risultato è lo stesso.
Quanto pesi il fenomeno lo dicono le rilevazioni dell’Istat richiamate dai documenti: la guida distratta risulta la prima causa sia degli incidenti sia dei morti sulle strade italiane, e all’origine di quasi un sinistro su sei. È una fotografia statistica, non la motivazione ufficiale della proposta.
Un solo oggetto, quattro modi di distrarti
Nei documenti lo smartphone è il caso limite, perché concentra da solo tutte le forme in cui l’attenzione può venire meno alla guida. Sono quattro:
- visiva: lo sguardo lascia la strada e va sul display;
- manuale: per scrivere sul touchscreen una mano abbandona il volante;
- uditiva: i rumori della circolazione passano in secondo piano;
- cognitiva: la testa è su quello che leggi o scrivi, non su dove stai andando.
Le prime tre una legge riesce a descriverle e un agente a contestarle. La quarta no — ed è anche il motivo per cui il perimetro si allarga ai dispositivi di bordo: un comando touch può assorbire la stessa quota di attenzione di un messaggio.
Quanto costa oggi la guida distratta
Il Codice in vigore — quello che si applica adesso — distingue due situazioni. Nella prima, la guida distratta generica senza apparecchi in mano, la sanzione arriva fino a 150 euro e al conducente vengono tolti 5 punti.
Nella seconda entra in gioco un apparecchio elettronico, vietato dall’articolo 173 del Codice, e le cifre salgono: da 250 a 1.000 euro, ancora 5 punti, più il ritiro temporaneo del documento — la sospensione della patente — per un periodo che va da 15 giorni a due mesi. Chi ripete la violazione entro due anni finisce nella forbice alta: da 350 a 1.400 euro, 10 punti e sospensione da uno a tre mesi.
Il campo di applicazione è più ampio di quanto sembri. Con l’ordinanza numero 23331 del 23 ottobre 2020 la Corte di Cassazione ha stabilito che il divieto di usare apparecchi radiotelefonici vale anche a veicolo fermo, quando la sosta dipende da ragioni di circolazione: rientrano il semaforo rosso e la coda nel traffico. Ne resta fuori l’auto parcheggiata.
Le quattro situazioni che il nuovo testo separerebbe
Qui sta la novità. Al posto delle due caselle attuali la proposta ne prevede quattro, con questi importi:
- Apparecchi radio, radiotelefonici e telefoni: 250 euro di multa, 5 punti e un divieto di guida di 15 giorni.
- Smartphone, computer portatili e tablet: identico trattamento — 250 euro, 5 punti, quindici giorni senza mettersi al volante.
- Cuffie indossate mentre si guida: 150 euro e 5 punti, senza divieto di guida.
- Dispositivi che fanno vedere filmati sugli schermi digitali dell’auto, installati aggirando i blocchi del costruttore: 250 euro e 5 punti.
L’ultima è l’unica che oggi non ha una casella: nel Codice attuale non esiste, perché è un fenomeno recente ma in rapida diffusione. Sono gli accessori che sbloccano la riproduzione di video sul display centrale a veicolo in movimento, funzione che le case disabilitano di proposito.
Rispetto a oggi cambiano due cose. Per chi viene fermato col telefono in mano i 250 euro coincidono con il minimo attuale, ma sparirebbe la possibilità di arrivare a mille. E la sospensione della patente, che oggi può toccare i due mesi, lascerebbe il posto a un divieto di guida di quindici giorni fissi, senza margine discrezionale. È lo stesso schema che la riforma applica al resto delle sanzioni, dove le fasce sanzionatorie — i livelli di importo previsti dalla tabella — scenderebbero da 82 a circa 21.
La novità che riguarda chi ha il foglio rosa
Un ultimo punto tocca una categoria finora scoperta. Le regole sulla distrazione verrebbero estese, per la prima volta, anche agli istruttori di guida seduti accanto a chi ha il foglio rosa, l’autorizzazione provvisoria per esercitarsi al volante prima dell’esame.
In un’esercitazione la responsabilità di quello che accade sulla strada sta insieme a chi guida e a chi sorveglia. Ed è il punto in cui questo capitolo si incrocia con l’ipotesi della patente B a diciassette anni, dove un tutore esperto va seduto a fianco del minorenne.
Cosa succede da qui in avanti
Il testo base sulla distrazione nasce da un lavoro comune tra ministero dei Trasporti e ministero dell’Interno, e adesso è materiale di discussione per il centinaio di soggetti coinvolti, che possono mandare osservazioni entro il 13 settembre 2026. Il mandato a riscrivere il Codice arriva al Governo dalla legge 177 del 2024.
Le quattro fattispecie — le situazioni tipiche che la legge descrive una per una, ciascuna con la propria sanzione — possono uscire da quella fase diverse da come ci sono entrate, e gli importi non sono definitivi. La direzione, però, è segnata: la norma smette di inseguire un oggetto, il telefono, e prova a descrivere un comportamento. Finché quel testo non viene approvato, restano validi i 150 euro della guida distratta e la forbice fino a mille euro dell’articolo 173.


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