All’inizio di settembre 2026 Euro NCAP, l’ente indipendente che assegna il voto sulla sicurezza delle auto in Europa, ha diffuso i risultati di quattro modelli elettrici. Tre sono cinesi — la citycar Geely E2, la compatta Aion UT e la hatchback Leapmotor B05 — e hanno preso tutte il massimo, cinque stelle. La quarta è europea, la Cupra Raval, e nella versione che arriva in concessionaria si ferma a quattro.
Il dettaglio che conta non è il punteggio in sé, ma il motivo del divario. Mettendo in fila le pagelle voce per voce si scopre che la Cupra regge gli urti bene quanto le cinesi, in un caso perfino meglio. A mancarle, di serie, sono i sistemi elettronici che aiutano a non arrivare all’impatto: per averli e salire a cinque stelle bisogna pagare un pacchetto a parte. È lì, e non nella robustezza della scocca, che oggi si decide una stella.
Il nuovo metro di giudizio, e perché non si confronta col passato
Da quest’anno Euro NCAP ha cambiato il modo di dare i voti. Il metodo si chiama “Stages of Safety” e segue l’auto lungo quattro momenti: la guida di tutti i giorni, la prevenzione dell’incidente, la protezione nell’urto e la sicurezza subito dopo, quando servono i soccorsi. Ogni fase vale una percentuale, e per le cinque stelle bisogna andare bene su tutte, non solo nel crash frontale.
Questo cambio ha una conseguenza pratica per chi legge le classifiche: le cinque stelle di adesso non si possono affiancare a quelle prese da un’auto testata un paio d’anni fa. Come ricorda vaielettrico.it, il voto fotografa il risultato dentro il protocollo usato per quella campagna di prove, e regole più dure alzano l’asticella. Una stella del 2026 pesa più di una stella di ieri, anche se il numero è lo stesso.
Le tre cinesi: dove vincono davvero
I numeri arrivano dalla tabella pubblicata da Fleet Magazine, che riporta le quattro percentuali di ciascun modello. Il punto forte comune è la protezione negli urti: la Leapmotor B05 tocca il 92%, la Aion UT il 91%, la Geely E2 l’86%. Nella fase dei soccorsi post-incidente tutte e tre restano molto alte, tra l’88 e il 95%.
Le differenze si vedono nella guida di ogni giorno, la voce che misura anche quanto sono chiari i comandi di bordo. Qui la Geely E2 arriva al 79%, mentre Aion UT e Leapmotor B05 si fermano entrambe al 66%. Sulla Aion, in particolare, ha pesato la scelta di affidare molte funzioni al touchscreen; in compenso monta un sistema che riconosce la posizione delle persone a bordo e sa segnalare le situazioni a rischio. La B05, dal canto suo, ha ottenuto il 100% negli impatti laterali, il massimo possibile in quella prova.
Una citycar cinese alla pari con un SUV tedesco
Il confronto più parlante lo offre la Geely E2. Nella protezione di chi sta a bordo ha centrato l’86%, esattamente lo stesso valore della BMW iX3 provata con lo stesso metodo. In alcuni passaggi la piccola cinese è andata perfino oltre il SUV tedesco: nella guida sicura si è fermata al 79%, sei punti sopra il 73% incassato dalla BMW, e negli urti frontali ha riparato meglio pedoni e ciclisti.
Non significa che una citycar valga un SUV in ogni condizione — massa e dimensioni restano diverse — ma dice una cosa netta sulla scocca. La resistenza strutturale, un tempo terreno di casa dei marchi europei, oggi non separa più le auto per provenienza. Su questo fronte i costruttori cinesi hanno colmato la distanza, e la classifica lo mette nero su bianco.
Il caso Cupra Raval: la sicurezza che si compra a parte
Ed è qui che la Cupra Raval, la piccola sportiva elettrica del marchio spagnolo, diventa l’esempio più istruttivo della tornata. Sulla struttura non ha nulla da invidiare alle rivali: 91% nella protezione dagli urti, come la Aion UT, e addirittura 95% nella sicurezza post-incidente, il valore più alto del gruppo insieme alla Geely. Se il voto dipendesse dalla scocca, sarebbe in cima.
Il freno sta nelle prime due fasi. Nella versione di serie la Raval ottiene il 58% nella guida sicura e il 66% nella prevenzione degli incidenti: troppo poco per la quinta stella, che si ferma a quattro. Aggiungendo il Safety Pack opzionale — che porta in dote il cruise control adattivo capace di leggere il contesto e il mantenimento attivo della corsia — quei due valori salgono al 72% e al 77%, e le stelle diventano cinque.
Vale la pena leggere quei salti come differenze: quattordici punti guadagnati sulla guida sicura, undici sulla prevenzione, semplicemente accendendo dei dispositivi elettronici. Le tre cinesi quei dispositivi li avevano già montati di serie, ed è la ragione per cui partono da un gradino più in alto. È lo stesso schema che si ritrova guardando l’offerta più recente dei marchi cinesi in Italia: dotazioni complete comprese nel prezzo base, dove sui modelli europei figurano spesso come extra.
Cosa resta da capire
La tornata di settembre conferma due cose che conviene tenere separate. La prima è che, sul piano della struttura, la sicurezza delle elettriche cinesi ha raggiunto quella dei costruttori più affermati: il pareggio tra Geely E2 e BMW iX3 non è un caso isolato, ma un segnale che si somma alle buone recensioni già raccolte dai clienti italiani che hanno provato queste vetture. La seconda è che oggi la stella in più la decidono gli aiuti alla guida, e chi li include di serie parte avvantaggiato.
Per chi guarda a un acquisto, la lezione della Raval è di metodo più che di marca: le stelle indicate nella pubblicità si riferiscono spesso alla configurazione migliore, non a quella base. Prima di dare per scontato un certo livello di sicurezza conviene verificare, listino alla mano, se i sistemi che fanno la differenza sono compresi o vanno pagati a parte.


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