Chi entra ai Giardini dei Musei Reali durante il Salone Auto Torino, aperto in centro dall’11 al 13 settembre, trova una zona che non guarda avanti: guarda indietro, e lo fa in modo molto ordinato. La parte storica dell’edizione 2026 non è una vetrina di pezzi rari messi lì a caso, ma il risultato di una serie di ricorrenze che cadono tutte nello stesso anno.
Basta metterle in colonna per capire il criterio con cui sono state scelte le vetture:
- i 120 anni della Lancia;
- il secolo dalla nascita del carrozziere Sergio Pininfarina;
- i 60 anni della Lamborghini Miura e i 55 della Countach, disegnate entrambe da Marcello Gandini;
- i 50 anni della Lancia Gamma.
Cinque anniversari tondi, quasi tutti legati a progettisti e carrozzieri che a Torino hanno lavorato: ecco perché quest’anno la mostra delle auto d’epoca conta quanto quella dei modelli in vendita, e non le fa da contorno.
Lancia: 120 anni, dalla Lambda alle Delta da rally
Il cuore dell’area storica è il marchio che a Torino è nato. Il percorso parte dalla Lambda degli anni Venti e arriva alla Stratos, ma il pezzo forte è l’antologia delle Delta che hanno vinto i mondiali rally, radunate dal gruppo di collezionisti “DeltONE”. Sono le vetture con la livrea Martini bianca e blu, quelle che negli anni Ottanta e Novanta portavano in gara Miki Biasion e Juha Kankkunen: chi seguiva i rally in quegli anni le riconosce al volo.
Secondo Quotidiano.net nel gruppo figurano anche la Delta S4 del 1986, l’ultima delle Gruppo B, e la 4WD Gruppo A del 1987. C’è poi un ricordo di Alex Fiorio, il pilota torinese scomparso da poco, affidato a due Delta legate alla sua carriera. A chiudere il capitolo Lancia, una sezione per i mezzo secolo della Gamma: la Collezione 777 di Andrea Levy, presidente del salone, la mostra nelle nove combinazioni di colore originali del 1976, l’anno in cui il modello debuttò a Ginevra. La sigla oggi è tornata su una Gamma tutta diversa, elettrica e a ruote alte.
Gandini: gli anni tondi della Miura e della Countach
Il tributo dedicato a Marcello Gandini si intitola “A Legacy of Innovation” ed è curato con Marzia Gandini, dello studio del progettista. Il pretesto sono due anniversari che cadono insieme: sei decenni dalla Lamborghini Miura, cinque e mezzo dalla Countach. Sono le due automobili che hanno riscritto la forma della supercar, e sono qui a poca distanza l’una dall’altra.
In mostra c’è la Miura P400 SV custodita dalla Fondazione Gino Macaluso, affiancata da altre creazioni firmate dallo stesso designer: la Lamborghini Espada e la Diablo, la Maserati Ghibli II, l’Alfa Romeo Montreal e la Lancia Stratos, che così compare due volte nel salone, tra la retrospettiva Lancia e questa. Messe in fila, raccontano perché una singola matita abbia condizionato il gusto di mezzo secolo di automobili sportive.
Pininfarina e Ferrari, due secoli di carrozzeria in un cortile
Nella Corte d’Onore dei Musei Reali si celebra il centenario del designer Sergio Pininfarina, nato nel 1926, con un allestimento che ripercorre il patrimonio di forme della carrozzeria torinese: il nome che per decenni ha vestito le Ferrari di serie.
E proprio Ferrari occupa lo spazio accanto, curato dal Ferrari Club Italia. In fila ci sono la 250 GT Coupé e la Testarossa, la F40 e la recentissima SF90XX, più due 308 GTB da corsa con le due livree da gara, la Olio Fiat del 1977 e la Marlboro del 1976. Non è un’esposizione tematica come le altre, ma un’antologia che serve a misurare la distanza tra le granturismo degli anni Sessanta e le ibride ad alte prestazioni di oggi.
Alle origini: la prima automobile che circolò in Italia
La sezione più curiosa è quella che riporta tutto al punto di partenza, costruita insieme alla London to Brighton Veteran Car Run, il raduno britannico per le vetture degli albori. Qui il pezzo che vale la deviazione porta la data del 1892: è la Peugeot Tipo 3, che passa per la prima vettura mai circolata su strada in Italia.
Accanto trova posto una De Dion-Bouton del 1901 che era stata del conte torinese Emanuele Cacherano di Bricherasio: monta ancora la targa di allora. C’è anche una Renault del 1900. Sono le macchine da cui è partito tutto: viste subito dopo le Delta e le Countach, danno la misura di quanti passi l’automobile abbia fatto in poco più di un secolo. Per le anteprime elettriche e i nuovi modelli in mostra negli stessi giorni, invece, il racconto prosegue nel resto del programma del salone. Chi ama le auto d’epoca può intanto sfogliare la galleria delle storiche italiane già pubblicata sul sito.


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