Jaguar Type 01, gli interni della GT elettrica prima del debutto

Jaguar Type 01, gli interni della GT elettrica prima del debutto

Consolle passante, quattro sedute singole, niente lunotto e schermi che spariscono: gli interni della Jaguar Type 01 attesa a New York il 6 ottobre.

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Jaguar ha fatto vedere l’abitacolo della Type 01 prima ancora dell’auto finita. Le prime immagini degli interni sono uscite in questi giorni, a margine della Monterey Car Week, mentre la GT elettrica in versione definitiva verrà mostrata a New York il 6 ottobre 2026. È un ordine di presentazione poco comune: di solito, di un’elettrica, si annunciano prima i cavalli e i chilometri di autonomia.

Non è un’auto che riguarderà molti portafogli: è una berlina-coupé di lusso a quattro porte, e sul prezzo nessuna delle testate che ne hanno scritto riporta finora indicazioni. Interessa per un altro motivo. È il primo modello di serie del nuovo corso del marchio britannico, e mette in fila scelte che negli anni scorsi hanno fatto discutere su altre auto: schermi che spariscono quando non servono, una telecamera al posto dello specchietto interno, nessun vetro sul portellone.

Un tunnel che taglia l’abitacolo in quattro

La cosa che si nota per prima, guardando le foto, è una consolle che corre per tutta la lunghezza dell’abitacolo, da davanti fino ai sedili di dietro. Non separa solo guidatore e passeggero: crea quattro postazioni distinte, una per ciascuna delle quattro sedute singole. Chi guida sta seduto in basso, con l’abitacolo che si chiude attorno.

Vale la pena notare quanto sia una scelta controcorrente, come sottolinea vaielettrico.it: da anni le plance vanno nella direzione opposta, cioè liberare il più possibile lo spazio tra i due posti davanti. Qui succede il contrario, e l’elemento centrale diventa una specie di struttura architettonica.

Thomas Holden, che in Jaguar guida il design degli interni, ha spiegato a Fleet Magazine il ragionamento: invece dell’impostazione orizzontale a cui siamo abituati, il gruppo di progetto ha voluto insistere sullo sviluppo in lunghezza della vettura, ottenendo quattro ambienti separati con materiali veri, superfici pulite e una tecnologia che compare a richiesta.

Travertino e ottone, più da salotto che da automobile

Sui materiali il riferimento dichiarato è il travertino, la pietra chiara e porosa che in Italia si vede sulle facciate e nei pavimenti degli edifici storici. Le tonalità sono quindi chiare, e sono accompagnate da finiture color ottone: la stessa lavorazione metallica che corre sulla consolle centrale si ritrova nella parte alta dei pannelli porta. Il felino simbolo del marchio non sta in bella mostra, ma torna nascosto in piccoli dettagli decorativi.

Il risultato dichiarato è un ambiente che assomiglia più a un oggetto di lusso che a un’automobile, coerente con il riposizionamento verso l’alto annunciato dalla casa. Rawdon Glove, Managing Director del marchio, l’ha messa così: «Con Type 01 volevamo che ogni viaggio fosse un’esperienza straordinaria». Il nome, sempre secondo Jaguar, va letto pezzo per pezzo: Type rimanda ai modelli storici della casa, come le Jaguar F-Type, lo 0 sta per zero emissioni allo scarico e l’1 indica che è la prima di una nuova generazione.

Gli schermi ci sono, ma li vedi solo quando servono

Qui sta la scelta più controcorrente rispetto a quello che fanno quasi tutti. Le interfacce digitali restano invisibili finché non le si usa, così che a bordo spento la plancia resti pulita. Dietro al volante c’è un display largo, che si allunga verso il centro, ma manca del tutto lo schermo centrale dell’infotainment: al suo posto un pannellino per clima e audio. Anche i tasti fisici sono ridotti al minimo, sulle razze del volante e sulle portiere, e la marcia si seleziona con una leva sul piantone dello sterzo.

Sparisce anche lo specchietto retrovisore interno, sostituito dal sistema ClearSight: l’immagine di ciò che sta dietro arriva da una telecamera e finisce su un display piazzato in mezzo, in basso sul parabrezza, su una linea che coincide con quella dei retrovisori esterni. Chi guida, in teoria, sposta meno lo sguardo.

E qui due dettagli che le fonti raccontano separatamente si tengono insieme: secondo motori.quotidiano.net la coda rinuncia completamente al lunotto, la soluzione già vista sulla Polestar 4, mentre la superficie vetrata del tetto arriva fino alla seconda fila di sedili. Dove non c’è un vetro posteriore, del resto, uno specchio non avrebbe nulla da riflettere: la telecamera non è un vezzo tecnologico, è l’unico modo per guardare indietro.

Mille cavalli e 118 kWh: i numeri già circolati

Sulla parte meccanica i dati sono ancora parziali, ma qualcosa si sa. A portare per prima in produzione la piattaforma JEA — sigla di Jaguar Electric Architecture — sarà proprio questa vettura. Si tratta della base tecnica su cui poggia l’auto, telaio e sistema elettrico, sviluppata solo per questo marchio e solo per vetture a batteria. Progettazione e produzione, riferisce Fleet Magazine, restano nel Regno Unito.

  • Motori: tre unità elettriche, per una potenza complessiva intorno ai 1.000 CV.
  • Coppia: 1.300 Nm, secondo motori.quotidiano.net.
  • Batteria: 118 kWh, lo stesso pacco previsto per la futura Range Rover elettrica.
  • Autonomia dichiarata: fino a 700 km.
  • Assetto: sospensioni ad aria, ruote posteriori sterzanti e torque vectoring, il sistema che distribuisce la spinta tra una ruota e l’altra in curva.

Da questi due ultimi numeri si ricava un ordine di grandezza che nessuna delle tre testate calcola: 118 kWh divisi per 700 km fanno poco meno di 17 kWh ogni 100 km. Per un’auto lunga, pesante e da mille cavalli non è un valore assurdo, ma va preso con le pinze, perché capacità della batteria e percorrenza arrivano da annunci diversi e non da un dato di omologazione dichiarato come tale. Il pacco batteria, poi, non è esclusivo: condividerlo con un futuro modello Range Rover è una scelta industriale che riguarda tutto il gruppo, non solo questa vettura.

Il paragone che viene naturale, per formato e alimentazione, è con le altre grandi coupé quattro porte passate alla batteria, a partire dalla Mercedes-AMG GT Coupé 4 porte elettrica. Sul fronte dell’effetto scenico, invece, vaielettrico.it accosta la Type 01 alla Ferrari Luce, un’altra elettrica che ha rotto gli schemi del proprio marchio.

Cosa si saprà solo il 6 ottobre

Le foto degli interni sono un antipasto, non la scheda tecnica. I dettagli meccanici completi sono attesi alla presentazione ufficiale di ottobre 2026, e prima di allora restano senza risposta le domande che interessano davvero chi compra: quanto costa, quando arriva in concessionaria, quanto in fretta si ricarica. L’auto, del resto, si è già fatta vedere in pubblico negli Stati Uniti sotto camuffatura, quindi la fase di collaudo è avanzata.

Nel frattempo, l’abitacolo dice della Type 01 più di quanto direbbe un numero di cavalli. Il nuovo corso Jaguar, dopo il clamore della concept Type 00, punta su un’idea precisa: quattro poltrone separate, materiali che citano l’architettura, schermi che si fanno da parte. Se sia una direzione condivisibile lo dirà il mercato; che sia una direzione netta, quello si vede già dalle prime immagini.

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