Hyundai Tucson 2027, design tutto nuovo e più spazio a bordo

Hyundai Tucson 2027, design tutto nuovo e più spazio a bordo

La quinta Hyundai Tucson arriva nel 2027 con forme squadrate, sei centimetri in più e molto spazio dietro. I motori restano l’unico capitolo ancora aperto.

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Hyundai ha scoperto in Corea del Sud la quinta generazione della Tucson, il SUV che arriverà sui mercati mondiali nel 2027. La prima impressione la danno le forme: spigoli al posto delle curve, gruppi ottici spezzati in più elementi, una carrozzeria che il marchio coreano ha disegnato seguendo una linea stilistica battezzata Art of Steel. Della Tucson che conosciamo oggi non resta quasi niente, se non il nome.

La domanda pratica, per chi tiene d’occhio un SUV di questa taglia, è però un’altra: cambia solo l’aspetto o cambia l’auto? Le poche misure diffuse dicono la seconda cosa. Il modello cresce in lunghezza e in larghezza, e la crescita è distribuita in modo da avvantaggiare soprattutto chi viaggia sul divano posteriore. Resta invece in sospeso il capitolo che pesa di più sul portafoglio, quello dei motori: sappiamo che la direzione è l’ibrido, non ancora quali versioni finiranno in listino.

Fuori, linee dritte al posto delle curve

Il disegno gioca tutto su segmenti orizzontali e verticali. Davanti c’è una sottile fascia luminosa a LED che attraversa il frontale, con moduli verticali alle estremità a farle da cornice; dietro, i fanali hanno una struttura tridimensionale a prisma. Le due testate che hanno visto le immagini leggono lo stesso schema in modo complementare: la firma diurna è scomposta in tre elementi, mentre il proiettore vero e proprio è collocato in basso, nell’angolo esterno, più o meno all’altezza della targa. Lo stesso disegno si ripete al posteriore, e il risultato è che il corpo vettura sembra incorniciato e appare più largo di quanto sia.

Accanto alla versione normale è annunciata, per ora sul mercato coreano, una variante siglata XRT dal taglio più avventuroso. Secondo Quotidiano Motori si distingue per una fascia paraurti diversa, una griglia di forma rettangolare, uno skid plate — la protezione applicata sotto al paraurti — più evidente e passaruota con finiture scure che richiamano il carbonio forgiato.

Sei centimetri in più, e metà se li prende il passo

La lunghezza arriva a 4,70 metri: sono sei centimetri in più della Tucson che sostituirà. Il dato interessante non è però il totale, ma dove finiscono quei centimetri. Tre dei sei, cioè esattamente la metà, sono andati ad allungare il passo, la distanza tra le ruote anteriori e quelle posteriori, ora pari a 2,78 metri. È la misura che decide quanto spazio c’è nell’abitacolo: allungare il passo invece degli sbalzi significa che il guadagno lo sentono i passeggeri, non solo il metro a nastro. Cresce anche la larghezza, di quattro centimetri, fino a 1,90 metri.

Chi viaggia dietro è il vero destinatario

Il punto su cui Hyundai ha lavorato di più è l’accesso e l’abitabilità del divano posteriore, e i numeri sono più concreti del solito. Le portiere di dietro si spalancano fino a 83 gradi, dieci in più della generazione attuale: sembra un dettaglio da scheda tecnica, in realtà è la differenza tra infilarsi di lato e salire comodamente, e conta parecchio quando si allaccia un bambino al seggiolino.

Sopra la testa lo spazio aumenta di 2,9 centimetri, portando l’altezza interna posteriore a 103 centimetri. Le due fonti riportano lo stesso guadagno con unità di misura diverse — una parla di 2,9 centimetri, l’altra di 29 millimetri di luce libera in più sopra la testa — ma il valore coincide, ed è quello che cambia la percezione di ariosità a bordo.

Dentro spariscono quasi tutti i tasti

L’abitacolo è il capitolo dove il taglio con il passato si vede meglio. La plancia è organizzata su due piani rettilinei che riprendono le direttrici della carrozzeria, con le bocchette dell’aria confinate nella parte bassa, sotto la linea dello schermo. L’infotainment — il sistema che gestisce navigazione, telefono e impostazioni dell’auto — è affidato alla piattaforma Hyundai Pleos, mentre davanti al guidatore resta soltanto un display sottile, quasi appoggiato nel campo visivo come un head-up display.

I comandi fisici sono ridotti al minimo: quelli della temperatura sotto lo schermo centrale, i tasti del cruise control sul volante. La scelta più curiosa riguarda il cambio automatico, spostato su una levetta dietro il volante, nella posizione che di solito occupa il comando dei tergicristalli — che a sua volta trasloca sul devioluci di sinistra. Chi cambia auto spesso lo scoprirà nei primi minuti di guida. Il tunnel centrale è alto e ospita due vani portaoggetti profondi, ai quali si aggiungono un porta-carte, uno scomparto ricavato nel poggiapolsi e una piastra a induzione doppia, che ricarica due telefoni contemporaneamente senza cavo.

Con chi dovrà vedersela

Nel segmento C dei SUV la Tucson si sposta verso la fascia alta, e il confronto tracciato da Fleet Magazine la mette di fronte a rivali come la nuova Jeep Compass, la Renault Espace e la Skoda Kodiaq. Un raffronto in particolare aiuta a capire il progetto coreano: la Compass è quindici centimetri più corta, ma ha lo stesso identico passo. Tradotto, le due auto partono dalla stessa distanza tra gli assi e la Tucson ci costruisce sopra quindici centimetri di lamiera in più, che si traducono in sbalzi più generosi e, presumibilmente, in un bagagliaio di altra misura. Il volume del baule, però, non è stato ancora comunicato.

Quello che ancora manca

Sui motori le anticipazioni si fermano a metà strada. La gamma sarà imperniata su un sistema full hybrid di nuova concezione, affiancato da una versione plug-in hybrid — quella che si ricarica alla presa e percorre un tratto in solo elettrico — con trazione integrale elettrica. Il diesel non compare, ma nessuna delle due testate lo dà per archiviato in via ufficiale: entrambe usano il condizionale e aspettano una conferma da Hyundai. Mancano all’appello anche i sistemi di assistenza alla guida, i consumi dichiarati e, ovviamente, i prezzi.

È il tipico quadro delle anteprime di design: si vede la forma definitiva, si conoscono le misure, e tutto il resto arriverà più avanti. Con il debutto fissato al 2027, il tempo per completare la scheda non manca. Ma è proprio su quella parte mancante — quanto costa e quanto consuma — che si deciderà se il cambio di stile della Tucson sarà anche un cambio di posizione nel mercato.

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