Oggi una multa vale una cifra fissa: quella somma la paga allo stesso modo chi commette l’infrazione per la prima volta in vent’anni e chi la ripete ogni mese. La bozza di riforma del Codice della Strada a cui sta lavorando il governo prova a rompere questo automatismo. L’idea allo studio, riportata da Report Motori, è che l’importo non dipenda più solo dal tipo di violazione, ma anche da come ti sei comportato alla guida fino a quel momento.
Tradotto: la stessa identica infrazione, in futuro, potrebbe costare cifre diverse a due automobilisti diversi. Chi ha la fedina stradale pulita pagherebbe meno, chi colleziona sanzioni pagherebbe di più. Questo cluster fa parte del quadro che ricostruiamo nella panoramica sulla bozza di riforma del Codice della Strada, dove trovi anche le altre novità allo studio.
Sconto fino al 50% per chi sbaglia una volta sola
Il meccanismo ha due direzioni opposte. Da un lato la premialità: a chi incappa in un’infrazione occasionale, dopo anni senza problemi, si valuta di applicare uno sconto che può arrivare alla metà della sanzione ordinaria. In pratica, una multa che oggi vale 100 euro potrebbe fermarsi a 50 per l’automobilista con lo storico pulito.
Dall’altro lato c’è la stretta sui recidivi. Per le violazioni più gravi o ripetute nel tempo la cifra non resterebbe quella prevista, ma potrebbe salire fino al 50% in più. La logica dichiarata è alleggerire chi sbaglia una volta e colpire più duramente chi trasgredisce per abitudine. Il metro non sarebbe più solo la gravità del singolo episodio, ma la storia dell’automobilista dietro a quel volante.
Perché sarebbe un cambio di logica, non un ritocco
Fin qui il Codice ha ragionato per tariffe: a ogni articolo violato corrisponde una forbice di importi uguale per tutti. Molti la giudicano poco equa, perché non guarda alle circostanze dell’infrazione nè ai trascorsi di chi la commette. Il modello proporzionale ribalta proprio questo punto: introduce nel conto un fattore personale, il comportamento tenuto negli anni.
Non è la prima volta che la tecnologia entra nel capitolo sanzioni: sistemi automatizzati come lo Street Control per il rilevamento delle infrazioni hanno già cambiato il modo in cui le multe vengono elevate. La differenza è che qui non cambia lo strumento con cui si accerta la violazione, ma il criterio con cui se ne calcola il prezzo.
Restano da definire i criteri (ed è tutto ancora una bozza)
Il punto debole, per ora, è proprio la parte più concreta: come si stabilisce chi merita lo sconto e chi l’aumento. Quali comportamenti fanno scattare la premialità, quanti episodi bastano per finire nella fascia più cara, in quale arco di tempo si guarda allo storico: sono tutti nodi che il decreto non ha ancora sciolto, e su cui il confronto resta aperto.
Va ricordato che si parla di una bozza, non di una norma in vigore. Il testo deve ancora passare al vaglio delle associazioni di categoria prima di diventare una proposta definitiva, ed essere poi eventualmente approvato. Fino ad allora, per le multe continua a valere il sistema attuale: importo fisso, uguale per chiunque. Se e come cambierà, lo diranno i prossimi passaggi.


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