Sul listino della Mercedes Classe C aggiornata ad agosto 2026 compaiono sigle che a chi non lavora in concessionaria non dicono niente: C 200, C 250 d, M254 EVO, OM 654 EVO. Dietro quei codici c’è però poco da capire, perché il restyling ha semplificato la gamma più di quanto sembri.
Il punto di partenza è questo: ogni Classe C termica monta oggi un quattro cilindri da due litri. Cambiano potenza, carburante e tipo di aiuto elettrico, ma il blocco motore di base è sempre quello. Le premesse generali le abbiamo raccontate parlando di cosa cambia con il restyling della Classe C 2026; qui restiamo sui propulsori.
M254 EVO: il motore a benzina, e il turbo che non fa aspettare
M254 EVO è il nome interno del due litri a benzina: una sigla da documenti tecnici, sul cofano non la vedrai mai. Si nota invece guidando come risolve un fastidio vecchio quanto il turbo: schiacci l’acceleratore e per un attimo non succede niente, perché i gas di scarico devono ancora far girare la turbina che comprime l’aria.
Su questo motore, spiega Fleet Magazine, accanto alla turbina lavora un compressore ausiliario a 48 volt: essendo elettrico parte subito, senza aspettare i gas. Secondo QN Motori è la soluzione che consente alle tarature mild hybrid di coprire l’arco tra 177 e 258 cavalli restando dentro l’Euro 7, il limite europeo sulle sostanze emesse dallo scarico che ogni auto venduta oggi deve rispettare.
Le tre versioni, con i dati di Fleet Magazine e Quattroruote:
- C 200 — 177 cavalli, 250 Nm. Tocca 232 km/h, 0-100 in 8,5 secondi.
- C 250 — 218 cavalli, 320 Nm. 248 km/h, 0-100 in 7,3. Unica benzina pura ordinabile anche a trazione integrale 4Matic, con la spinta su tutte e quattro le ruote invece che sulle sole posteriori.
- C 300 — 258 cavalli, 400 Nm. 250 km/h, 0-100 in 6,1.
La coppia, il valore in newton-metri, è la forza con cui il motore gira: la senti in ripresa e in sorpasso, mentre i cavalli contano ad alta velocità. C’è poi un numero quasi immobile, il consumo dichiarato: 6,2 litri per 100 chilometri su C 200 e C 250, 6,3 sulla C 300. Ottantuno cavalli di differenza, all’omologazione, costano un decimo di litro.
OM 654 EVO: il gasolio, che consuma un terzo in meno
Il diesel non è sparito. L’unità si chiama OM 654 EVO, quattro cilindri anch’essa, e come le benzina è mild hybrid: un ibrido leggero, in cui un piccolo motore elettrico assiste il termico ma non muove mai l’auto da solo. Nessuna spina, nessuna ricarica da fare.
- C 200 d — 163 cavalli, 380 Nm. 228 km/h, 0-100 in 8,1 secondi.
- C 250 d — 200 cavalli, 440 Nm. 240 km/h, 0-100 in 7,1. Anche questa disponibile 4Matic.
Accostando le due schede pubblicate da Fleet Magazine viene fuori il confronto che nessuna delle due fa da sola. Il gasolio parte da 4,4 litri per 100 chilometri contro i 6,2 della benzina d’ingresso: 1,8 litri di scarto ogni cento chilometri, quasi un terzo in meno. E la C 200 d, con quattordici cavalli in meno della C 200 a benzina, arriva a 100 all’ora quattro decimi prima, perché dispone di 130 Nm di coppia in più: nella parte bassa della gamma il gasolio è insieme il più parco e il più pronto in ripresa.
Cosa fa l’ibrido leggero a 48 volt
Benzina e diesel condividono lo stesso dispositivo elettrico: un alternatore-starter, sigla Isg, fra motore e cambio. Genera corrente e avvia il termico, e sul restyling è di seconda generazione: Quattroruote lo indica da 17 kW, pari ai 23 cavalli che aggiunge, con 205 Nm.
Kilowatt e cavalli, per inciso, misurano la stessa cosa. Un kW vale circa 1,36 cavalli: è il motivo per cui lo stesso pezzo viene descritto ora in un modo ora nell’altro.
Il contributo vero, però, non sta nei 23 cavalli: sta in quando arrivano. Fleet Magazine segnala che l’Isg interviene nel passaggio dal coasting — la veleggiata a motore spento, quando togli il piede e il termico si ferma per non consumare — alla riaccensione: il momento in cui, senza quell’aiuto, sentiresti uno strappo.
Le due ricaricabili, e il cavallo su cui le fonti non concordano
Sopra le mild hybrid ci sono i due plug-in, gli ibridi che si attaccano davvero alla presa, e partono dallo stesso due litri. La C 300 e abbina il 2.0 da 218 cavalli a un elettrico da 136, per 354 cavalli combinati, a trazione posteriore o integrale; la C 400 e 4Matic usa il 2.0 da 258 cavalli con lo stesso elettrico.
Sulla potenza complessiva della C 400 e le fonti non coincidono: Fleet Magazine scrive 395 cavalli, Quattroruote 394. Un cavallo di scarto, irrilevante alla guida, che vale però segnalare invece di far finta che il dato sia univoco. QN Motori sta a 395 e aggiunge la coppia, 650 Nm.
Un dato ribalta l’intuizione, e si vede solo mettendo in fila la tabella prestazioni: la C 400 e è la più potente ma non la più veloce. Si ferma a 240 km/h, dieci meno della C 300 a benzina, pur avendo oltre centotrenta cavalli in più. Sullo scatto invece vince, 5,9 secondi contro 6,1, perché la spinta elettrica è immediata. Dichiara 2,1 litri per 100 chilometri, che diventano 6,9 a batteria scarica. Autonomia, batteria e spazio per i bagagli sono un capitolo a sé: li abbiamo messi in fila nell’articolo sulle Classe C plug-in del 2026.
La sigla che non trovi più: il diesel alla spina
Chi conosceva la gamma precedente noterà un’assenza: il diesel plug-in, l’ibrido ricaricabile con motore a gasolio invece che a benzina, esce di scena. Era una combinazione che quasi solo Mercedes proponeva, e Quattroruote la inquadra in un movimento più ampio: era già accaduto su modelli recenti come la Gle.
La conseguenza è netta. Dal 2026 il gasolio esiste solo in versione ibrida leggera, senza presa: chi vuole percorrere chilometri in elettrico deve passare alla benzina, perché entrambe le plug-in rimaste montano l’M254.
Come si legge la gamma, in tre righe
Riordinate per come le usa chi guida invece che per ordine di listino, le sigle si riducono a poco. Ognuna dice tre cose: il numero approssima la potenza, la “d” indica il gasolio, la “e” la spina. Le due con la “d” mettono sul piatto 4,4 litri dichiarati e i 440 Nm della C 250 d; le tre benzina si muovono di un decimo di litro fra 177 e 258 cavalli; le due con la “e” cambiano conto a seconda che una presa ci sia o no. Il due litri e i 48 volt, quelli, sono in tutte.


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